Cammino di Santiago

Cammino di Santiago.

Un cammino non è un semplice viaggio, ma una continua scoperta. Il fatto di viaggiare con lentezza ci porta ad un incontro con la nostra dimensione interiore, patrimonio di ogni essere umano. Si diventa più aperti al mondo e si apprendono regole fondamentali come la capacità di adattamento alla fatica e agli imprevisti, la solidarietà, l’apprezzamento della bellezza. Solo viaggiando a piedi riusciamo a capire un territorio in tutte le sue sfaccettature, a riscoprire il fascino dell’incontro, il significato autentico dell’ospitalità, a superare le nostre paure.

Di questo e altro si parlerà il 23 novembre a Selvazzano Dentro, con Cristina Menghini, guida ambientale escursionistica, presidente dell’Associazione “Camminando sulla Via Francigena”.  Fra i maggiori esperti collaudatori di cammini in Italia, Cristina ha percorso negli ultimi anni quasi 30.000 km a piedi in Italia e all’estero sul cammino di Santiago, sulla Via Francigena e su molti altri cammini. Oltre alla APS “Gianni Ballerio” hanno partecipato all’organizzazione dell’evento: il comune di Selvazzano Dentro, l’associazione CVF e la  Proloco di Selvazzano Dentro. Cammino di Santiago. Cammino di Santiago. Cammino di Santiago

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Cammino di Santiago

Nella tradizione popolare e nell’iconografia di san Giacomo – soprattutto ispanica – è potente la figura del santo come Matamoros, alfiere celeste, intercessore e vessillo della ribellione della Spagna al dominio islamico. Profondamente intrecciata alla devozione popolare, infatti, si fece strada la particolare devozione iacobeada, principalmente sostenuta da parte del monachesimo cluniacense e dettagliatamente documentata nel Codex calixtinus, che faceva di Santiago il pilastro divino della riconquista dell’Europa meridionale dal dominio degli invasori musulmani – devozione che i numerosi pellegrini veicolarono in tutto il continente cristiano, facendo di san Giacomo una sorta di protettore dei cristiani dalle scorrerie ed invasioni di popoli islamici. La scena originaria della miracolosa intercessione del Santo Apostolo fu localizzata nella Rioja, attorno al castello di Clavijo, dove Santiago, su un cavallo bianco, avrebbe guidato alla vittoria le armi cristiane di Ramiro I d’Asturias contro i musulmani di Al-Andalus il 23 maggio 844. Dalla battaglia, che in epoca moderna taluni storici di tendenze ateistiche tendono a censurare proprio per la sua importanza religiosa – come del resto quella di Roncisvalle – nacque la tradizione, spinta dal desiderio popolare (tale era la devozione all’Apostolo) e successivamente asseverata da un decreto apocrifo attribuito al medesimo Ramiro I, di un tributo annuo di primizie di grano e vino, dovuto da tutta la Spagna «para el mantenimiento de los canónicos que residen en la iglesia del bienaventurado Santiago y para los ministros de la misma iglesia» al fine di magnificare e conservare la Cattedrale di Santiago in segno di profonda gratitudine e perenne devozione per la liberazione della Spagna.

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