Cammini

Cammini. Ieri sera al Centro civico Presca di Selvazzano la serata sui cammini, ha fatto il pieno: sala gremita con quasi 200 persone. Cristina Menghini ha raccontato la sua sofferta esperienza personale che l’ha portata, dopo molte traversie, a scoprire la direzione da dare alla sua vita : impegnarsi per far conoscere e valorizzare i cammini italiani, primo fra tutti la Via Francigena.

Un cammino non è un semplice viaggio, ma una continua scoperta. Il fatto di viaggiare con lentezza ci porta ad un incontro con la nostra dimensione interiore, patrimonio di ogni essere umano. Si diventa più aperti al mondo e si apprendono regole fondamentali come la capacità di adattamento alla fatica e agli imprevisti, la solidarietà, l’apprezzamento della bellezza. Solo viaggiando a piedi riusciamo a capire un territorio in tutte le sue sfaccettature, a riscoprire il fascino dell’incontro, il significato autentico dell’ospitalità, a superare le nostre paure.

L’incontro è stato organizzato dalla Sede Operativa Locale della APS Ballerio, l’associazione “Camminando sulla via Francigena”, la Proloco e con il patrocinio del Comune di Selvazzano Dentro Cammini. Cammini. Cammini.

cammino

Da Santiago alla Via Francigena:

l’emozionante esperienza del cammino

Cristina Menghini è una trentenne inquieta insoddisfatta della propria vita a Milano: decide di dare un taglio netto e parte per il Brasile dove rimane per due anni. Qui sente per la prima volta parlare del cammino di Santiago e inizialmente si stupisce e non comprende perché ci sia qualcuno che si metta a camminare per centinaia di chilometri.

Rientra in Italia ancora confusa e improvvisamente in due giorni decide di partire per questo cammino. Siamo nel 2008: in soli 21 giorni attraversa tutto il nord della Spagna dai Pirenei a Santiago, 800 km, con emozioni contrastanti: curiosità, stupore, desiderio di una vita diversa. Incontra tante persone con i suoi stessi dubbi e sperimenta la dimensione sociale del cammino: solidarietà, condivisione.

Non rimane in Italia ma inizia a vagabondare per l’Europa, camminando e fermandosi ogni tanto per lavori saltuari.

La malattia del padre la richiama a Milano. Con lui ha sempre avuto un rapporto conflittuale e, prima di morire, le confida un suo cruccio: “Tu non hai alcun obiettivo nella vita; devi trovarne uno”.

Nel 2010 Cristina è di nuovo in viaggio, questa volta per un cammino ancora più lungo, da Canterbury a Roma, la Via Francigena, lunga più di 2.000 km. Lo compie quasi tutto in solitaria attraversando momenti di difficoltà, specie in Francia dove molti, sentendola parlare in inglese non le danno retta; ma sperimentando anche la generosità di altri, disposti a dare un consiglio sulla via da percorrere, un bicchiere d’acqua o una parola di conforto. Lo spettacolo della natura la accompagna lungo il percorso e alcuni incontri con animali (cani, camosci) rimangono scolpiti indelebilmente nel suo cuore.

Giunta in Italia, ad Aosta incontra una persona che la mette di fronte ad un dilemma: “Qual è l’obiettivo che vuoi raggiungere nella vita?”, facendole ricordare quanto già affermato da suo padre. E questa volta tutto le appare più chiaro: vuole dedicarsi a far conoscere ed apprezzare i cammini in Italia, terra unica al mondo per bellezze naturali, storiche , artistiche e gastronomiche.

Inizia così un percorso che la porta in pochi anni a diventare guida ambientale escursionistica, accompagnando gruppi per i diversi cammini italiani, e a far sì che una passione divenga anche una professione. Oggi Cristina è presidente dell’associazione “Camminando sulla Via Francigena” e segue vari progetti sociali: i Cammini della Solidarietà, Donne in Cammino, Camminiamo coi bambini, ecc.

Questo in breve la testimonianza che Cristina ha presentato nella serata a Selvazzano Dentro, mentre sullo schermo si alternavano immagini dei suoi viaggi a piedi. Al termine ha risposto alle domande dei quasi 200 intervenuti che gremivano la sala, alcuni già esperti di cammini, altri desiderosi di apprendere come prepararsi per il viaggio.

E’ stata sicuramente una serata emozionante e il pubblico ha dimostrato di apprezzare la sofferta esperienza di vita, oltre alla competenza maturata in anni di lavoro sul campo.

Giorgio Mirandola

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