Plastica Oceani

Plastica Oceani.

In questo suo nuovo progetto Alex Bellini, avventuriero ed esploratore, navigherà lungo i 10 fiumi più inquinati di plastica al mondo con un’imbarcazione auto-costruita, creata con materiali di riciclo raccolti localmente.

La Spedizione servirà come motivazione per sbloccare l’urgenza di agire, ma creerà anche il giusto mix di autenticità e credibilità per presentare al mondo nuove ed entusiasmanti soluzioni per risolvere la nostra imminente crisi ambientale.

Fonte: www.alexbellini.com

Approfondimenti della APS “Gianni Ballerio”

Intervista ad Alex Bellini

«Partirò per un lungo viaggio attraverso i 10 fiumi al mondo più inquinati dalla plastica e navigherò in mezzo al Great Pacific Garbage Patch, l’isola di plastica del Pacifico. Tutto su una imbarcazione fatta con materiali riciclati. La mia è una urgenza: quella di fare qualcosa per raccontare un problema spesso ignorato, forse perché i fiumi sono meno affascinanti. Voglio documentare e portare l’attenzione alla fonte, lì dove si riversano le cattive abitudini delle persone: oltre l’80% della plastica finita negli oceani, arriva dai fiumi».

«Ma ce n’è un altro, quello inquinato. Possiamo decidere di ignorarlo, (il mondo inquinato) ma io ho voluto sapere: ho studiato e scoperto quanto la plastica stia facendo male a qualcosa che amo, gli oceani».

Alex Bellini ha scelto per i futuri tre anni di «seguire il percorso di una bottiglietta». «Arriverò lì portandomi solo alcuni strumenti. Grazie all’aiuto di locali intendo raccogliere dalle sponde del fiume materiali abbandonati e di recupero. Mi costruirò una barca di volta in volta, fiume per fiume. Ognuna di queste barche sarà lo specchio delle abitudini delle persone che vivono lì».

«Mi sposterò lento, inseguendo le bottiglie che galleggiano e documentando le condizioni di quei fiumi fino al mare». «Ma non importa: gli esploratori sono i primi ambientalisti, impariamo a conoscere il mondo e prendercene cura».

«Il cinese Yangtze, lungo seimila chilometri, da solo veicola la maggior parte delle plastiche che finiscono in mare attraverso i fiumi. Le cattive abitudini nella gestione della plastica creano disastri. Bisogna ricreare una connessione fra uomo e ambiente, oggi c’è troppa distanza». «alle persone sembra assai distante. Ma invece riguardano tutti: navigando i fiumi spero di riportare il focus sulle conseguenze. Starò per mesi immerso nel problema per ricordare che non esiste un Pianeta B».

«Vorrei creare un movimento nuovo, aiutare le persone a uscire da vite automatiche con gesti automatici, come quelli sui rifiuti. A volte compriamo plastica di cui potremmo fare a meno e ci capita di buttarla nel posto sbagliato. Quando per errore l’ho fatto anche io, le mie figlie mi hanno detto “Papà, che stai facendo?”. È grazie a loro e per loro che tutti dovremmo farci la stessa domanda: cosa stiamo facendo?». Plastica Oceani. Plastica Oceani. Plastica Oceani.

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