Educazione all’affettività in Trentino: 8.500 firme per il DDL sulla parità di genere, presentazione il 23 febbraio
Oltre 8.500 firme raccolte in Trentino per sostenere il DDL sull’educazione all’affettività e alla parità di genere: il disegno di legge di iniziativa popolare sarà presentato il 23 febbraio in Consiglio provinciale. Un risultato che riporta al centro del dibattito il tema dell’educazione relazionale nelle scuole e la necessità di colmare un vuoto normativo che da anni caratterizza l’Italia.
Raccolta firme DDL affettività un risultato oltre le aspettative
La campagna si è conclusa il 12 gennaio, dopo poco più di due mesi di mobilitazione promossa dalla Rete Educazione per la parità di genere, composta da sei enti promotori,
l’OIVD – Osservatorio Interreligioso sulle Violenze contro le Donne
il Coordinamento Donne dell’Anpi;
Coordinamento Donne Centro Antiviolenza ;
insieme a APS Ballerio ETS,
Coordinamento Donne delle Acli Trentine
Associazione Laica Famiglie in Difficoltà (ALFID)
- Queste organizzazioni sono state indicate come promotrici ufficiali della Rete per l’educazione alla parità di genere e del relativo Disegno di Legge di iniziativa popolare a cui si sono aggiunte oltre 40 associazioni del territorio a sostegno dell’iniziativa.
La rete di realtà coinvolte testimonia la natura ampia e condivisa della proposta. Nonostante le difficoltà iniziali e la pausa natalizia, la risposta della cittadinanza è stata forte e trasversale.
Le oltre 8.500 firme raccolte rappresentano un segnale chiaro: esiste una richiesta concreta di introdurre un percorso strutturato e stabile di educazione all’affettività e alla parità di genere nelle scuole trentine.
Il dato assume un peso ancora maggiore in un contesto nazionale segnato da numeri allarmanti sulla violenza di genere: 85 femminicidi nel 2025 e 78 tentati. Un quadro che rafforza l’urgenza di investire sulla prevenzione culturale ed educativa.
Colmare un vuoto normativo
La proposta di legge nasce per colmare un vuoto normativo che rende oggi l’Italia uno dei pochi Paesi europei privi di un percorso obbligatorio e strutturato di educazione alle relazioni e all’affettività.
Il testo interviene integrando la Legge provinciale sulla scuola del 2006, con l’obiettivo di introdurre un modello educativo strutturale, coerente, continuativo, supportato da risorse dedicate
Dopo la sospensione, nel 2018, dei percorsi strutturati di educazione alla relazione di genere, il contesto sociale è cambiato. Si registra un aumento di discriminazioni e violenze che rende necessario un intervento sistemico e non episodico.
Tra gli elementi qualificanti del DDL sull’educazione all’affettività e alla parità di genere figurano:
La formazione del personale adulto , un investimento mirato sulla formazione/ informazione di insegnanti, genitori e personale scolastico. L’obiettivo è fornire strumenti per riconoscere e disinnescare modelli relazionali disfunzionali, promuovendo ambienti scolastici sani, inclusivi e rispettosi delle differenze.
È prevista la creazione di un Comitato scientifico con funzioni di supervisione, definizione delle linee guida attuative e supporto alle singole realtà scolastiche. Un organo tecnico che garantisca coerenza metodologica e qualità degli interventi.
Elemento centrale è l’istituzione di un fondo provinciale dedicato all’attuazione di queste misure, indispensabile per assicurare continuità nel tempo. Senza risorse strutturate, infatti, il rischio è che le iniziative restino sporadiche o legate alla buona volontà delle singole scuole.
Educazione all’affettività e parità di genere: una scelta di prevenzione
Con il deposito delle firme e la presentazione ufficiale prevista per il 23 febbraio, si avvia l’iter in Consiglio provinciale rappresenta un passaggio cruciale: la discussione ora passa nelle mani della Provincia Autonoma di Trento.
L’auspicio espresso dai promotori è che una richiesta sostenuta da migliaia di cittadine e cittadini e da decine di associazioni venga seriamente affrontata come una priorità educativa e sociale.
Investire nell’educazione relazionale significa infatti:
- – promuovere consapevolezza e rispetto
- – fornire strumenti critici alle giovani generazioni
- – prevenire discriminazioni e violenze
- – contribuire alla costruzione di comunità più sicure e coese-
La mobilitazione dimostra che il tema è sentito in modo diffuso e condiviso. Il 23 febbraio segnerà un passaggio decisivo: dalla partecipazione civica alla responsabilità istituzionale.
Le oltre 8.500 firme e il sostegno di più di 40 associazioni indicano chiaramente che la società civile chiede un cambiamento concreto nel sistema educativo trentino.
