scrittura collettiva femminile

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Il potere della scrittura collettiva femminile

Domenica 13 luglio 2025, il Giardino del Patto di Latina Scalo si è trasformato in un palcoscenico a cielo aperto, accogliendo cittadini, lettori e curiosi per un evento che ha celebrato il valore della parola e la forza del raccontarsi insieme. Protagoniste della serata sono state sei donne, diverse per età e provenienze culturali, unite dall’esperienza unica della realizzazione del libro Diamo voce alle emozioni.

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Il volume, frutto di un percorso di scrittura creativa avviato dall’UNITRE di Sermoneta e guidato dalla professoressa Emanuela Caracciolo, ha rappresentato un laboratorio di introspezione e condivisione, dove la scrittura collettiva femminile è diventata strumento di crescita personale e coesione sociale. Durante la serata, le autrici hanno letto brani scelti, alternati a momenti musicali offerti da artisti locali. Il pubblico ha potuto concludere l’incontro con un momento conviviale.

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Inclusione e valorizzazione di talenti femminili

La Sede Operativa di Latina della APS Gianni Ballerio ETS, ha sostenuto l’iniziativa, confermando il proprio impegno nella promozione di inclusione, partecipazione comunitaria e valorizzazione dei talenti femminili. L’evento ha incarnato i valori dell’associazione: l’unità del genere umano, l’importanza dell’educazione, la costruzione di comunità e la collaborazione come via per un cambiamento duraturo. 

In piena coerenza con gli Obiettivi dell’Agenda 2030 – in particolare  uguaglianza di genere (Goal 5), comunità sostenibili (Goal 11) e riduzione delle disuguaglianze (Goal 10) – l’iniziativa ha mostrato come esperienze locali possano generare un impatto culturale e sociale che va oltre i confini territoriali.

Un seme per il futuro

Più di una semplice presentazione letteraria, l’evento è stato un momento di rigenerazione culturale per Latina Scalo. Questa esperienza ha permesso di superare barriere, stimolare dialogo intergenerazionale e rafforzare legami sociali. Come ha ricordato la professoressa Caracciolo, “chi scrive non necessariamente diventa poeta o autore famoso; chi scrive è una persona sensibile che vuole esprimere e condividere emozioni e bellezza”.

Il Giardino del Patto, grazie a questa esperienza, si è confermato come luogo simbolico e reale per iniziative culturali dal basso.

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