Cheese for HealthIl Formaggio della Salute
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Il Progetto “Cheese for Health” nasce dopo una fase di consultazione preliminare nel 2010 con i locali Comitati di Salute presenti in ogni villaggio della valle. Ha lo scopo di incrementare l’impatto del Dispensario “Lorenzo Mazzoleni“ sulla condizione sanitaria locale. Educazione sanitaria, alimentare e microcredito sono i punti cardine del progetto. cooperazione
Il dispensario Lorenzo Mazzoleni
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I fondi derivano attualmente da contributi volontari di persone, in Italia ed in Pakistan, che hanno avuto modo di conoscere queste aree montane e le durissime condizioni di vita di queste popolazioni.
Il Progetto
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Il Progetto “Cheese for Health” ha avuto inizio a maggio 2011, in collaborazione con altre due organizzazioni non profit la Lorenzo Mazzoleni Foundation e l’APS G. Ballerio .
La fase di consultazione preliminare, nel 2010 con i locali Comitati di Salute presenti in ogni villaggio, avevo lo scopo di incrementare l’impatto del Dispensario sulla condizione sanitaria nella valle.
Le popolazioni di montagna durante l’inverno hanno severe carenze di proteine. Pertanto si è pensato di introdurre la produzione di formaggio. Si tratta di una produzione agro pastorale che le popolazioni di montagna della valle potrebbero apprendere. Inoltre questo utile prodotto può essere integrato nell’economia di ogni famiglia, così come è presente nelle nostre popolazioni alpine ed appenniniche.
Nella valle del Braldu culturalmente il formaggio è noto, ed è utilizzato dai trekkers stranieri nelle spedizioni effettuate nei mesi estivi. Tuttavia la tecnica casearia non pare essersi sviluppata in questa valle per l’assenza di combustibile e del caglio.
Il formaggio d’altronde rappresenterebbe un modo per introdurre una dieta bilanciata in una popolazione caratterizzata da bassissimo apporto di proteine nei mesi invernali. Le conseguenze ricadono in particolare sulla crescita dei bambini al di sotto dei 5 anni di età e delle donne incinta.
Inoltre l’utilizzo di sale iodato nella preparazione del formaggio, necessario alla conservazione, contribuirebbe a ridurre l’incidenza del gozzo endemico (ipotiroidismo) frequentissimo nelle popolazioni di montagna.
Da ultimo le regole igieniche necessarie alla produzione del formaggio, sono insegnate alle donne che risultano essere le beneficiarie del progetto di formazione. In tal modo esse possono contribuire a ridurre la mortalità infantile conseguente alla trasmissione di malattie gastroenteriche dovute alla mancanza di elementari regole di pulizia.
Nel mese di maggio 2011 è stata avviata la distribuzione di appositi kit formaggio e la formazione. Il team era formato da un agronomo zootecnico ed un medico. Destinatarie erano le donne di 4 villaggi: Askole, Monjing e Chongo nella Braldu Valley e a Satpara Lake, un’area più vicina alla capitale ma con caratteristiche di economia agropastorale.
In ogni villaggio sono stati prodotti formaggi che hanno richiesto una bassissima quantità di combustibile nelle fasi di trasformazione del latte e che possono essere conservati per diverse settimane.
A settembre 2011 è prevista una revisione del progetto per verificare se, in autonomia, le donne hanno continuato a produrre il formaggio con successo.
E’ attualmente in corso la raccolta fondi per comperare altri kit per la produzione del formaggio (50 euro). Inoltre si pensa di introdurre mucche di razza jersey e frisona, nell’area di Satpara Lake (costano 600 euro da adulte) dove il pascolo è più ricco. Queste razze sono infatti in grado di produrre più latte rispetto alla razza locale.
Nelle aree più remote verranno in seguito introdotte mucche di razza mista jersey/locale, più resistenti alle condizioni di vita dell’alta valle del Braldu. cooperazione.più resistenti
