Perdono

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Perdono. 

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Incontro per parlare delle origini e del significato
del Perdono
 
L’Associazione Baha’i di Promozione Sociale “Gianni Ballerio”, in collaborazione con l’Associazione Gea, promuove la conferenza sul tema: “Perdono: un regalo a te stesso e al mondo”, che avrà come relatore il formatore Shahruz Rouholfada.
“Spesso la legge interiore è quella più inflessibile e severa. Moltitudini di persone sono irretite in sensi di colpa e auto sabotaggi conseguenti ad un perdono mai arrivato e così tanto atteso. Il problema è che spesso non sono gli altri a dover compiere questo passo ma noi stessi”
Perdono

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]è la cessazione del sentimento di risentimento nei confronti di un’altra persona; è quindi un gesto umanitario con cui, vincendo il rancore, si rinuncia a ogni forma di rivalsa di punizione o di vendetta nei confronti di un offensore. Per estensione ha il valore d’indulgenza verso le debolezze o le difficoltà altrui, oppure di commiserazione o di benevolenza. In ambito giuridico, il è anche un atto di clemenza di una pubblica autorità, un atto di grazia, la sospensione della persecuzione per varie categorie di reati. Nel passato, in linguaggio desueto, per della vita s’intendeva l’esenzione della pena di morte o la grazia della vita. Nel diritto penale il giudiziale è il beneficio applicato in particolari condizioni, secondo quanto previsto dagli articoli del codice penale. Nel cristianesimo, perdono è anche la remissione dei peccati, l’assoluzione delle colpe che Dio accorda quando il peccatore pentito riconosce, confessa e rinnega il suo peccato. Nella chiesa cattolico-romana al perdono divino è connessa la pratica dell’indulgenza plenaria o parziale (cioè la remissione di tutta la pena che il peccatore dovrà scontare per i suoi peccati, anche se perdonati da Dio, o almeno di una sua parte) concessa dalla Chiesa in relazione a una ricorrenza (giubileo) o un luogo importante, o collegato a un insieme di pratiche collettive o a un pellegrinaggio. Nell’Ebraismo, se una persona causa del male a qualcuno, ma sinceramente pentito chiede perdono a chi ha fatto del male e prova a porvi rimedio, la vittima è obbligata a concedergli il . In questa religione, un ebreo, per ottenere il perdono, deve andare da coloro o colui cui ha fatto del male e chiedere tre volte perdono sinceramente così avrà ottenuto il perdono. Nell’Ebraismo una persona non può ottenere perdono da Dio per atti fatti contro delle persone, e questo significa, ad esempio, che un omicida non sarà perdonato. Sir Jonah Sacks, un capo rabbino delle unite congregazioni ebraiche del Commonwealth, ha precisato:”Non è che Dio perdoni e gli esseri umani no. Al contrario, crediamo che appunto perché solamente Dio perdoni i peccati contro Dio, solo gli esseri umani perdonino i peccati contro gli esseri umani”. [/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

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