Quadri Arte e Amicizia

[vc_row][vc_column][vc_column_text]Quadri Arte e Amicizia – 

L’ Associazione di Promozione Sociale “Gianni Ballerio” e Il Circolo Arti figurative hanno organizzato un magnifico pomeriggio presso la Casa del Volontariato di Monza domenica 11 febbraio il cui titolo ha significato appieno lo svolgersi della manifestazione:

QUADRI, COLORI ARTE E AMICIZIA

L’Amicizia è un sentimento profondo, unico difficile da spiegare con due parole che è stata rappresentata magnificamente in un quadro, in un ritratto, in un dipinto. Gli artisti del Circolo Arti Figurative hanno esposto le loro opere molto significative creando un coro di amicizia tra i presenti.

E’ stata organizzata una bella sala con un grande tavolo dove le persone si sono accomodate per iniziare   il tipo di meditazione attiva che è il mandala. Il mandala è un simbolo spirituale e rituale che rappresenta l’universo usato in vari ambiti per trovare calma, equilibrio , pace e per aumentare la consapevolezza del sé. Colorare un mandala con la musica è una via semplice e creativa alla distensione. La Dottoressa Giovanna Mariani ha visionato le opere e commentato il significato dei colori scelti . Il rosso combatte la pigrizia e l’indolenza e aiuta a vivere con coraggio. Il giallo rappresenta la mente, la chiarezza e la saggezza. L’azzurro l’elemento spirituale. Il verde l’elemento terra e l’arancione è il colore delle rinunce terrene per andare incontro agli obiettivi spirituali, ecc.ecc. . Quadri Arte e Amicizia. Quadri Arte e Amicizia.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_single_image image=”4917″ img_size=”full” alignment=”center” style=”vc_box_shadow_border” css_animation=”appear”][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]La pittura gode di un posto di primo piano su tutte le arti. Basti pensare a come il concetto stesso di “opera d’arte” (visiva) sia più spontaneamente associato a dipinti piuttosto che a sculture o opere di architettura, per non parlare poi delle cosiddette “arti minori”. Oltre ai fattori storici che hanno determinato la divisione tra arti “maggiori” e “minori” (Leon Battista Alberti distingueva gli aspetti intellettuali rispetto a quelli manuali, secondo una definizione fatta propria poi dalle Accademie nel XVII secolo e da esse canonizzate), la pittura ha un’innegabile facilità di fruizione rispetto alle altre forme artistiche. Quale opera bidimensionale non necessita di particolari sforzi per essere percepita: basta guardarla frontalmente, a differenza di una scultura che si esprime su tre dimensioni, per non parlare della maggiore complessità delle architetture. Ciò significa anche una immensamente maggiore fruibilità, si pensi alla semplice economicità delle riproduzioni fotografiche di pittura, che possono circolare con estrema facilità, impossibile, per adesso, per le opere d’arte tridimensionali. Witelo, un matematico e fisico del XIII secolo originario della Slesia, scriveva che “L’occhio non può comprendere la forma vera delle cose con il semplice sguardo (aspectus), ma sì con l’intuizione diligente (obtudus)”. Mentre l’aspectus, semplice visione esteriore, è sufficiente per la pittura e gran parte della scultura, l’obtudus, inteso come sguardo penetrante, raziocinante, è necessario ad esempio per comprendere un’opera architettonica.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

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