destino della donna

Destino della Donna

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Lo scorso 23 febbraio  un incontro a Belluno con Dacia Maraini presso il Teatro del Centro Giovanni XXIII . 
L’evento
 organizzato da Scuole in rete in collaborazione con Amici Scuole in Rete, APS Ballerio ETS, e la Commissione e l’Assessorato Pari Opportunità del Comune.  La scrittrice e poetessa fiesolana ha presentato la situazione e il destino della donna nel mondo, partendo dal suo volume In nome di Ipazia: riflessioni sul destino femminile, pubblicato da Solferino nel 2023.  


Dacia Maraini, editorialista del Corriere della Sera è autrice di romanzi, opere teatrali, poesie e saggi, tradotti in oltre 20 paesi. Nel 1990 ha vinto il premio Campiello con “La lunga vita di Marianna Ucria” e nel 1999 il premio Strega con “Buio”. destino della donna

Dacia Maraini nel 2023 ha pubblicato “In nome di Ipazia. Riflessioni sul destino femminile”, tramite il quale dà voce alle donne senza nome di ogni paese, in lotta per la dignità. Incontrerà gli studenti del triennio delle superiori dalle ore 11 alle 12:50 e la cittadinanza e i docenti alle ore 18. destino della donna

Intervista Dacia Maraini

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Registrazione integrale incontro con studenti

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Dacia Maraini

Nasce a Firenze nel 1936, primogenita dell’antropologo, orientalista e scrittore fiorentino Fosco Maraini e della pittrice e gallerista palermitana Topazia Alliata, quest’ultima appartenente al ramo siciliano dell’antico casato pisano degli Alliata di Salaparuta. 
Il nonno paterno della scrittrice fu lo scultore e critico d’arte romano d’origini ticinesi e genovesi Antonio Maraini (1886-1963), deputato del Partito Nazionale Fascista dal 1934 al 1939, nonché stretto collaboratore del gerarca Achille Starace e principale fautore delle politiche artistico-culturali del regime fascista.
La nonna paterna fu la scrittrice inglese, nata nell’allora Ungheria asburgica e d’origini in parte polacche, Yoï Crosse (1877-1944). Il nonno materno fu il gastronomo Enrico Maria Alliata di Villafranca (1879-1946), proprietario della rinomata azienda vinicola Corvo ed ultimo signore delle antiche cantine di Casteldaccia.
La nonna materna fu Oria Maria Amelia “Sonia” Ortúzar Ovalle de Olivares (1892-1981), una cantante lirica, che però non poté esordire, figlia d’un diplomatico cileno.
Dacia trascorse l’infanzia in Giappone, dove i genitori si erano stabiliti nel 1939, e dove nacquero le sue sorelle Yuki e Antonella, detta Toni. A seguito della caduta del fascismo e susseguente dichiarazione dell’armistizio di Cassibile nel 1943, con cui l’Italia spezzava i suoi legami con l’Asse, la famiglia venne internata in un campo di concentramento dalle autorità giapponesi, dove patì la fame.
Soltanto nel 1945 la famiglia riuscì a rientrare in Italia, stabilendosi dapprima in Sicilia, presso la tenuta dei nonni materni a Villa Valguarnera di Bagheria, ed in seguito a Roma. Dopodiché il padre Fosco, da solo, volle tornarsene a Firenze. Questi anni sono raccontati dalla stessa Maraini nel suo romanzo “Bagheria”.
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