Morte

Il saggio “ Morte la grande finzione” è il frutto di una ricerca del professor Luigi Zuffada, che partendo da un rapido excursus del tema della morte attraverso il pensiero dei più prestigiosi filosofi, scrittori, religiosi e scienziati, con un’ampia visione allargata a tutte le culture, propone nuovi elementi di riflessione, arricchiti da collegamenti agli scritti baha’i. La ricerca è stata pubblicata in occasione della conferenza “Guardandosi fuori e guardandosi dentro” presso l’Auditorium Centro d’incontro a Borgo San Lorenzo nel 2015, incontro organizzato dalla APS Gianni Ballerio ETS in collaborazione con il Comune di Borgo San Lorenzo, la Società della salute del Mugello e Cure palliative del Mugello.

MORTE, LA GRANDE FINZIONE?

di Luigi Zuffada

Narra la mitologia greca che alla richiesta del re Creso a Solone di indicargli chi fossero stati gli uomini più felici del mondo, il saggio rispose con i nomi di Cleobi e Bitonte, i due giovani fratelli che avevano staccato i buoi dal carro per portare più velocemente e senza ritardi, con le sole forze delle loro braccia, l’amata madre alla festa della dea Era. Al Cielo quella madre chiese di concedere ai figli ciò che di meglio si poteva ottenere. Al che i due giovani banchettarono gioiosamente, ricevendo il plauso di tutti i presenti finché, coricatisi per la notte, morirono nel sonno in piena tranquillità. Secondo gli antichi, dunque, la felicità, come chiosa lo studioso Claudio Risé, consisteva in «una vita buona, con affetti pieni, e senza incertezze, il caloroso rispetto dei contemporanei e la capacità di mantenere tutto questo fino al difficile momento della morte, nel quale molto di quanto si era costruito può essere improvvisamente perso (per paura o improvvisa indegnità)». Dunque, una «morte tranquilla» nel bagaglio della felicità umana!

Se vuoi scaricare il saggio in formato PDF o riceverne una copia a casa, puoi farlo inviandoci una donazione a piacere.

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