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Auto Narrazione.
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L’autonarrazione
ed il suo valore terapeutico
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Narrazione, autobiografia, racconto di sé; significato del racconto di sé nella relazione di cura. Come utilizzare la narrazione nella relazione di cura. Meccanismi neuronali della memoria autobiografica.
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Auto Narrazione corso della APS “Ballerio”
Docenti:
Marinella Bulletti dott.ssa in Scienze dell’educazione e della formazione Educatrice professionale “Area Disabilità”. Euplio Angelica Educatore professionale “Area Disabilità e Psichiatria”, Giudice Onorario Tribunale dei Minori, Coordinatore C.S.R.E. Manuela Trentini dott.ssa in Scienze psicologiche dell’intervento clinico Educatrice professionale “Area Disabilità e Psichiatria”


Il seminario sul tema della “Narrazione ed il suo valore terapeutico” ha visto impegnati in una intensa giornata undici partecipanti provenienti da diverse aree professionali: un mediatore interculturale, due assistenti sociali, una psicologa, una psichiatra, tre educatori professionali, una pedagogista, due operatrici dell’area del volontariato che insieme ai tre conduttori hanno affrontato il significato ed il valore terapeutico della narrazione e dell’autobiografia. La prima parte del seminario ha esaminato la scrittura autobiografica quale tragitto per ripercorrere, attraverso il sé narrante, i propri vissuti con il loro carico di sentimenti, emozioni, sensazioni, pensieri, per restituire attraverso la memoria un’immagine di sé positiva. E’ un percorso capace di rafforzare l’autostima, di suscitare una riflessione sulla propria storia di vita quale fonte di altra vita. Si prefigura una possibilità di cura, che va al di là di un momento occasionale per diventare un vero e proprio metodo terapeutico per consentire il recupero del proprio equilibrio psicologico. Il percorso autobiografico, attraverso la memoria, permette di sfuggire all’oblio, alla sensazione di non-significare, porta a sconfiggere ossessioni, annientamenti, distanza dal rapporto con l’altro, attraverso una condotta autoriflessiva che inevitabilmente susciterà risonanze riflessive nel coprotagonista del percorso autobiografico. Il percorso autobiografico è scrittura di sé, è scrittura a due mani, è narrazione retrospettiva, è ricostruzione della propria identità, è disponibilità a guardarsi dentro a lungo per potersi incuriosire della propria identità. “Fogli bianchi sono la dismisura dell’anima…” appartengono ai versi di Alda Merini che hanno introdotto l’approfondimento del significato della relazione di cura, dell’uso della narrazione nella relazione di cura, dell’etica nella relazione di cura e degli ambiti all’interno dei quali si sviluppa la relazione di cura intesi sia come luoghi fisici che come spazi relazionali e psicologici costruiti attraverso interazioni e scambi. Narrare rappresenta l’unico modo per far conoscere un accaduto o la propria storia specialmente quando “l’ascolto si fa più debole o distratto”. Nell’uso della narrazione autobiografica si delinea una responsabilità nel saper mantenere aperta la relazione, la ricerca, il dialogo, la possibilità di narrare diversamente l’esperienza, affinché l’altro trovi le proprie soluzioni ed evolva autonomamente ed in modo non prevedibile. La narrazione come cura porta a diventare archeologi dell’anima. La terza parte del seminario ha preso in esame i meccanismi neuronali della memoria autobiografica, evidenziando il concetto di memoria quale collante che consolida la vita mentale, l’impalcatura che, sostenendo la storia personale, permette la crescita e la possibilità di cambiare il corso della vita. Il seminario ha dato ai partecipanti uno spazio conclusivo della giornata dove sperimentare la narrazione di sé e condividerla in un momento di reciprocità arricchente. Auto Narrazione. Auto Narrazione. Auto Narrazione.
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| INIZIATIVE PROMOSSE DALLA APS BALLERIO A FAVORE DI PERSONE CON DISABILITA’ |
| Pensieri, Poesie, Racconti Autobiografici |
| L’autonarrazione ed il suo valore terapeutico |
| Intreccio sul ritmo dei versi: letture e musica |
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